Volemose male

La parte apodittica di www.suzukimaruti.it
Apr 16
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E’ inquietante, ma li ho giocati praticamente tutti, salvo giusto un paio recentissimi.
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Apr 14
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Che geek sei?

Io ci ho anche provato a guardare i 6 profili di Wired che ritraggono le 6 categorie di geek.

Ma non riesco a pensare al fatto che - otaku a parte - ho abbracciato tutti gli altri 5 profili in diverse fasi della vita.

E non sono identità di cui ci si libera facilmente.

Apr 13
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Alla deriva, alla discoteca*

Da qualche giorno sono ufficialmente fan di Little Boots, che oltre al suo eccelso “Stuck On Repeat” (che regala tranquillamente alla blogosfera in formato mp3 a 320 Kb: sta donna è troppo avanti per essere vera) più o meno ogni lunedì piazza su YouTube sue divagazioni musicali in video.

Si tratta di cose fatte just for fun, ma da non sottovalutare, anche perché la figliola suona cose curiose e per di più le suona bene e con una facilità e uno stile che rivelano talento, groove, idee. (e sì, un pezzo lo suona in mutande su un Roland SH-101 - credo - e questo può aver influenzato il giudizio, se siete dei malpensanti)

Il bello è scoprire come un musicista ti porti facilmente alla deriva. Senti Little Boots che fa una cover tutta sua di “Wearing My Rolex” di Wiley (un pezzo house-rap trasformato in un “qualcosa” per voce e piano) e ovviamente ti vai a guardare l’originale. Originale che campiona in modo sfacciato nientemeno che uno dei tuoi pezzi house preferiti, ovviamente rimaneggiati da SSH (che non è uno dei tunnel tanto decantati da Andrea Beggi, ma Steve “Silk” Hurley, cioè la house di Chicago fatta a persona).

E poi mi fermo, ma giusto perché potrei andare avanti per ore di deriva in deriva.

E così via. Dai cazzeggi di una affascinante brunetta puoi perderti per ore e perfino tornare alle tue prime sessioni di clubbing, quando la passione per la house era qualcosa da tenere nascosto perché avrebbe minato la tua street cred rock.

* sì, lo so che il titolo è cretino

Apr 09
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Apr 04
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I’m nothing but a number (ma carino). Ecco come in Giappone mascherano i codici a barre nei packaging dei prodotti. 
(e come al solito se cliccate sull’immagine vi porta ad una galleria più ampia)

I’m nothing but a number (ma carino).

Ecco come in Giappone mascherano i codici a barre nei packaging dei prodotti.

(e come al solito se cliccate sull’immagine vi porta ad una galleria più ampia)

Apr 03
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Apr 01
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Fuori dal mito - o anche un po’ dentro, valutate voi - gli scatti di Dennis Stock nella California degli anni Sessanta. Un bianconero impietoso, bellissimo. Sembra comporre canzoni dei Doors da solo. 
Cliccate sull’immagine (o qui) per guardare tutta la galleria.

Fuori dal mito - o anche un po’ dentro, valutate voi - gli scatti di Dennis Stock nella California degli anni Sessanta. Un bianconero impietoso, bellissimo. Sembra comporre canzoni dei Doors da solo.

Cliccate sull’immagine (o qui) per guardare tutta la galleria.

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Cosa farsene degli hula-hoop, visto che sono passati di moda da qualche decennio.
Cosa farsene degli hula-hoop, visto che sono passati di moda da qualche decennio.