Pare che Tumble funzioni
Piccolo aggiornamento vacanziero: sono in Spagna, nell’unica parte decorosa della Costa Brava, senza palazzoni, acquascooter e russi arricchiti.
Mi guardo bene dallo scendere fino a Barcellona (abbiamo già dato più volte e poi è piena di italiani) e mi godo un campeggio un po’ off, frequentato praticamente solo da sub, con accesso ad una caletta notevole e - soprattutto - wifi quasi ovunque.
Il tentativo è quello di contrastare almeno per due giorni l’ansia del viaggiatore, quella per cui devi sempre spostarti, perché qualcosa di meglio ti attende più in là. Roba da Ulisse o, nel nostro caso, da camperisti.
Vediamo se resistiamo due giorni, utili a fare un po’ di bucato e a restituirmi un look che non ricordi il Brigante Musolino. Fosse per me sarei già in marcia, ma fin dalla più tenera età sono un caso inguaribile di camperite acuta. Capita a molti di noi nati negli anni Settanta.
Poiché questa è la vacanza dedicata al toglimento degli sfizi stupidi, mi sono comprato l’orrido tavolino da campeggionin plastica blu. Quello che, una volta aperto, rivela 4 panchette singole: un classico da picnic. Il prodotto è quel che è, ma volevo tanto comprarlo wcoea sono soddisfatto.
In compenso non ho ancora comprato il materassino di cerata rosso da un lato e blu dall’altro, quello che non si buca e mi è stato negato per tutta l’infanzia.
Oggi mi è passato di fronte al naso un ragazzino che ce l’ha. Medito rappresaglie bucherecce o direttamente un furto: l’invidia è una brutta bestia.
Stroncato di paella e rossè (non è un refuso è che il rosato qui è scuro scuro), scrivo menate dalla sdraio di fronte al camper. Sono sì e no a 50 metri dal mare, vedo la luna che vi si riflette come in uno di quei quadri da pizzeria e fatico a tenere gli occhi aperti: il rumore ritmico della risacca è un sonnifero incredibile.
Quindi mi sa che me la dormo. Ho gli occhi stanchi dopo aver divorato l’ultimo libro di Stephen King, nonché il primo letto dopo la fatidica soglia dei 16 anni: incredibilmente è un signor scrittore anche se letto ora, con 34 lune sul groppone. Sarà perché il suo “Duma Key” è un romanzo “anziano”, sarà perché oggettivamente lo scrittore più prolifico dei nostri tempi è realmente talentuoso (e in questo caso tradotto bene), ma le 700 pagine del suo romanzo meritano, nonostante la copertina più brutta al mondo.
Ho fatto esattamente 15 sbadigli da quando ho iniziato questo post. Son cose.